Ancora notizie dal fronte in tv, da un certo fronte poco visibile, anche oggi. La violenza sulle donne e l'oppressiome della loro individualità, spesso legate di converso al tentativo di riscatto di una propria, repressa e misera, in tutte le loro forme quali anche le meno evidenti mortificazioni, le offese e "strigliate" indebite date per "giustificate" e tante volte reiterate da indurne l'autore, l' oggetto e in certi casi chi assiste ad avvertirle come "normali", le etichette squalificanti e sentenziatrici, i pretesti di comdo addotti a "motivazioni", l'ira e l'insofferenza ostentate, il sottile e tacito ricatto psicologico, lo sfogo e la rivalsa dei propri fallimenti e frustrazioni intimo-personali, quotidiani ai danni delle donne (a loro volta spesso non consce di ciò, interiormente lacerate e come anestetizzate nel buio dell'abitudine) attuati da piccoli uomini bisognosi di madri invece che di compagne donne, ...
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No al doppiaggio di film stranieri in Italia, vogliamo l'originale! Basta con lo sciagurato sistema del doppiaggio di film, opere cinematografiche e documentari stranieri al cinema e in tv in Italia. Usanza che amputa, edulcora, assuefa alla fruizione mediocre e a limitate frequenze privando i fruitori dell' essenziale esperienza e forza artistico-fonetico-musicale dell'originale. Il relativo gruppo aperto facebook: https://www.facebook.com/groups/477435289115481/ A. G.
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Di fronte alle continue brutalità commesse ai danni delle donne, segni inopinabili di inciviltà in una società, sorge una domanda: dove sono le femministe in Italia? Domanda che può tradursi anche in: dove sono finite le donne in questo paese? Indiscutibile è che queste siano oppresse, indirettamente e direttamente, in questo paese, spesso in modo subdolamente ricatattorio; ma lo sono a tal punto da esserne state ammutolite e rese inette anche di fronte a violenze, umiliazioni, efferatezze ripetutamente perpetrate a loro danno? Un po' di sano femminismo in Italia sarebbe necessario e disintossicantemente salutare per la società intera, e per le donne e per gli uomini ovviamente; una società ove ancora vige un patetico, rancido e bieco patriarcalismo più o meno esplicito. Un'azione di riscatto ed emancipante delle donne in Italia aarebbe ossigeno che entra in una stanza dall'aria irrespirabile, acqua pulita in uno stagno che dovrebbe essere limpido fiume sgorgante. A. ...
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L' esperienza che è il film "The Master" di P. T. Anderson. Uno dei vertici delle visioni recenti e non solo, certamente assimilabile a quasi nient'altro di "cinematografico". Dalle vettrici costantemente puntate e spingenti fuori, oltre il film stesso dall'inizio fino alla fine del suo in-volgersi. Un filn che col mistero umano di cui si carica si pone incategorizzabile fuori dalla storia del cinema stesso. Esso è camere d'azione per il nulla, per le condizioni esistenzi ali dell' abbandono e della soitudine umani. Con e contro le quali si agisce con incongrua imprevedibilità, ferma, tenera, cupa, stanca, rabbiosa, ironica, amorevole, veemente, cruda, sorridente disperazione... Un corpo celeste splendidamente e autonomamente fluttuante dentro e sopra il mistero della condizione umana, aperto tra il tutto e il nulla, meraviglia fuori del comprensibile.